• « L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. » I.Calvino

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“Non mi interessa quello che fai per vivere. Voglio sapere che cosa brami – e se hai il coraggio di sognare di incontrare ciò che il tuo cuore desidera. Non mi interessa quanti anni hai. Voglio sapere se rischierai di sembrare un pazzo – per amore – per i tuoi sogni – per l’avventura di essere vivo.”

venerdì 2 marzo 2012

Cuba è...

Cuba è ferma agli anni ’50, lo vedi dalle vecchie Chevrolet colorate e malandate parcheggiate nel Parque della Fraternità dell’Havana, è arrivata fino agli anni ‘ 80 per i colori della Tv, ma i collant delle impiegate statali a fiori neri, sono sicuramente anni ’90.
È la pizza a 5 pesos, il caffè a 1, il pane a 3 e un litro di acqua a 24, è il panettiere sempre aperto con il biscotto mantecato e il pane dal colore inspiegabilmente giallo zafferano.
Cuba è Fidel, Camilo, il Che e non Raul.
È la patata che manca dal mercato da 2 anni e la frutta e la verdura delle bancarelle sono sempre le stesse.
È la salsa che si ascolta nelle case, il baseball giocato per strada con l’acqua che scende dai balconi, è la Guagua (bus) n. P15 che non passa mai e il 400 ti porta a Playa dell’Este.
È il CUC e il pesos nazionale, i locali anonimi statali e quelli un po’ più kitch dei privati, Cuba è l’inno cantato nelle scuole prima delle lezioni con il saluto alla bandiera dei giovani Pionieri.
È l’affitto che non si paga, l’istruzione gratuita e il libricino con la “quota” di cibo che lo stato fornisce, è la “Casa Particolares “, cubana versione dei Bed and Breakfast, ma con i centrini di pizzo della nonna.
Cuba è il sogno di andarsene da questa Cuba, e, per chi ci riesce, è la casa dove si aveva uno spazzolino da denti per tutta la famiglia, ma è dove la famiglia è restata.
È proprio vero che la libertà è preziosa; così preziosa che dovrebbe essere razionata. (Lenin)

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